| MAGRI O
GRASSI |
| CATEGORIA |
QUANTITA’
DI GRASSO |
SPECIE
D’APPARTENENZA |
| Magrissimi |
Inferiore
all’1% |
Merluzzo,
orata, polpo |
| Magri |
Dall’1
al 3% |
Sogliola,
spigola, calamaro, seppia |
| Semigrassi |
Dal
3 al 10% |
Dentice,
triglia, tonno, pesce spada, sarda |
| Grassi |
Oltre
il 10% |
Sgombro |
Il pesce rappresenta da sempre
uno degli alimenti principali della nostra dieta, costituendo un’importante
fonte di proteine animali, ma ciò che lo rende “speciale” rispetto alle
altre carni è sicuramente la composizione dei suoi grassi.
La componente lipidica del pesce è per lo più costituita da grassi insaturi,
cioè i cosiddetti “grassi buoni”, perché la loro presenza nel circolo
sanguigno abbassa i livelli di colesterolo e aumenta la fluidità del sangue,
aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. Nel pesce, inoltre, non si
ritrova mai una percentuale di grassi superiore al 10% (se non in poche specie!)
e comunque sono sempre grassi altamente digeribili. In particolare si ritrovano
basse quantità di colesterolo, primo imputato nelle malattie circolatorie!
Ma questo non è l’unico motivo per cui i dietologi raccomandano il consumo
dei prodotti ittici! Nel pesce, infatti, si ritrovano anche grandi quantitativi
di sali minerali e di vitamine. Fosforo, calcio, iodio, ferro sono utili al
mantenimento dei tessuti dell’organismo umano, e le vitamine dei differenti
gruppi (A,B,D,E) difendono l’organismo dall’invecchiamento e da fattori
patogeni, potenziando le difese immunitarie, le ossa, il metabolismo.
Ecco perché il pesce dovrebbe essere consumato almeno tre o quattro volte a
settimana e le sue carni dovrebbero essere preferite a quelle di origine
terrestre!
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